mercoledì 10 agosto 2011

09/05/2005 Il sogno della serie D continua per il Penne

ATESSA - Due reti per continuare il sogno: era l’obiettivo dei rossoblu, che dovevano riequilibrare il risultato della gara d’andata. Non è andata così. Anzi, la formazione guidata da Camplone si è imposta anche in terra atessana per due reti a zero. Toccherà dunque al Penne giocarsi l’accesso in serie D attraverso gli spareggi interregionali. La corsa dell’Atessa è terminata. Onore però ai rossoblu che hanno condotto la classifica praticamente per tutto l’arco del torneo. salvo poi vanificare la promozione nell’ultima di campionato. Giandonato in settimana ha spronato i suoi. La squadra, nonostante il doppio svantaggio patito a Penne aveva dato l’impressione di potersi giocare l’accesso alla fase successiva. La partenza dei locali è stata rabbiosa. Farina e compagni hanno spinto sull’acceleratore dal primo istante.
E il numero 10 locale nel primo minuto ha impensierito Cianci.
Spinto dal supporto del pubblico, l’Atessa ha collezionato un’altra palla gol all’ottavo con Farina, che ha colpito il palo pieno e sulla seguente ribattuta Campli ha centrato la traversa. Nei primi 20 minuti di gioco l’Atessa è stata padrona indiscussa del campo.
Ma non è riuscita a sbloccare l’incontro.
Il Penne, di contro, ha preso le giuste contromisure. Mainella a metà tempo ha saltato Cianci e da posizione defilata non ha centrato il bersaglio. Non è stato fruttuoso dunque il 4.4.2 di Giandonato, che ha lanciato dal primo minuto Campli a supporto di Soria e Mainella.
Camplone, sempre fedele al 4.3.3 ha lasciato inizialmente in panchina Parmigiani e nel reparto d’attacco si è affidato al trio Lalli, Correa e Panico.
La formazione ospite si è resa particolarmente pericolosa sul finire di tempo con Lalli e Panico. In entrambi i casi La Barba ha fatto buona guardia.
Nella ripresa i padroni di casa non sono rientrati in campo abbastanza determinati. Forse la stanchezza sia fisica che mentale ha giocato un brutto scherzo alla formazione rossoblu.
Il doppio giallo poi rifilato a Silva di sicuro non ha aiutato l’Atessa. La superiorità numerica è stata sfruttata immediatamente dai vestini, che sono passati a condurre con un diagonale di Lalli.
La rete messa a segno dall’argentino ha tagliato le gambe alla formazione di Giandonato.
Qualche minuto più tardi ha posto il sigillo sulla gara anche Correa, con una vera pennellata d’autore. Un due a zero che consente dunque al Penne di continuare la marcia verso la serie D. Per l’Atessa c’è il rammarico di non aver sfruttato l’occasione per vincere il campionato, ma resta la consapevolezza di aver disputato un torneo al vertice.
«Abbiamo raggiunto l’obiettivo», commenta mister Camplone, «ma non abbiamo fatto ancora nulla. Ci siamo guadagnati l’accesso alla fase successiva, ma c’è ancora tanto da lavorare e soffrire prima di poter finalmente essere al sicuro e gioire».

01/05/2005 Penne-Atessa, via agli spareggi per la serie D

Prendono oggi il via i play off ed i play out dei campionati di Eccellenza, Promozione e Prima categoria. Unica eccezione i due raggruppamenti di Prima nei quali si è reso necessario il ricorso allo spareggi per la definizione delle griglie (5º posto, nel girone C, 12º in quello D). Il clou della giornata è ovviamente rappresentato dalla sfida tra Penne ed Atessa. In palio c’è la seconda posizione nel girone di Eccellenza e la conseguente qualificazione alla fase interregionale. Una sfida che promette spettacolo, vista la propensione offensiva di entrambe le contendenti, arrivate a questo importante appuntamento con stati d’animo differenti. «E’ vero», conferma il bomber atessano Fabio Nepa, «la mancata vittoria di Francavilla è stata una brutta mazzata per noi, ma ci stiamo riprendendo. I nostri tifosi, martedì, alla ripresa della preparazione, sono venuti al campo per confermarci il sostegno e ringraziarci di quanto fatto. Questo secondo posto lo dobbiamo anche a loro». Anche a Penne si prevede un massiccio esodo di supporters rossoblù che saranno sistemati in un apposito settore dello stadio di contrada Campetto. «Abbiamo cercato di adeguare la struttura», spiega il presidente vestino Gianluigi Di Nino, «che non prevedeva una specifica zona riservata alla tifoseria ospite. Ci appelliamo al buon senso di tutti, affinchè sia una giornata di sport, a prescindere dal risultato. Il nostro obiettivo? Mi sembra ovvio: vincere, possibilmente senza subire gol». Col rientro di Panico, mister Camplone dovrebbe contare sull’intera rosa, mentre l’Atessa dovrà fare a meno, per squalifica, di Bisbano e Giarrocco. Si giocherà, invece, al Verrotti di Pianella l’andata dei play out tra i pescaresi di Fanì ed il Luco. Anche la Promozione presenta un programma di interesse, con ben otto gare tra play-off e play-out. «A questo punto della stagione», sottolinea l’allenatore del Silvi Antonio Tomei, «ogni partita diventa una finale, nella quale dovremo cercare di sbagliare il meno possibile. Ci attende una trasferta insidiosa, contro un avversario rognoso come la Folgore Sambuceto, nelle cui file milita quello che, personalmente, ritengo il miglior giocatore del girone, ovvero Tommaso Mimola. Per fortuna, ad eccezione di Vannucci, avrò tutti a disposizione, ed è una buona notizia, dopo un girone di ritorno caratterizzato dagli infortuni». E’ stata posticipata alle 20.30 l’altra sfida play off del girone B tra Vestina Penne e Perano, al fine di evitare la concomitanza col match del Penne, in programma alle 16. A tal proposito, dopo i lusinghieri riscontri della passata domenica, l’emittente regionale Atv7 concederà il bis, assicurando la diretta tv della sfida Penne-Atessa (telecronaca di Pierangelo Cutilli), mentre all’interno del programma serale “L’Abruzzo nel pallone”, ci sarà spazio anche per le sintesi dei principali incontri di Promozione. L’ultima notizia riguarda il Paterno (Prima categoria girone A), che alla vigilia della sfida play off col San Benedetto, ha deciso di esonerare il tecnico Alessandro Pierleoni sostituendolo con Roberto Olivieri, ex giovanili di Aquilotti ed Avezzano.

30/04/2005 Doppio match a Penne, vertice sulla sicurezza

PENNE - Si svolgerà questa mattina, nella caserma dei carabinieri della compagnia di Penne il vertice sul piano sicurezza per contenere il flusso di tifosi teatini che arriveranno già dalle prime ore di domani a Penne per assistere a due partite di calcio. In programma, infatti, ci sono le gare Penne-Atessa (ore 16), che si giocherà al campo di contrada Campetto, e Vestina-Perano (ore 20.30), che si svolgerà al Fernando Colangelo di contrada Ossicelli.
Inizialmente, i due match dovevano essere disputati contemporaneamente domenica alle ore 16. Dopo le dure proteste dei dirigenti vestini, però, la Federcalcio abruzzese ha posticipato la partita della Vestina alle ore 20.30. Ma c’è comunque il rischio di scontri tra le tifoserie. «Visto il forte afflusso di tifosi da Atessa e Perano, abbiamo stimato complessivamente 600 tifosi, stiamo valutando se richiedere l’intervento delle unità mobili dei carabinieri, il gruppo Celere», spiega il tenente Eugenio Nicola Stangarone. «C’è il forte rischio che i tifosi di Atessa restino anche a Penne per assistere all’incontro serale di Vestina-Perano. E qui potrebbero nascere problemi. Comunque stiamo predisponendo tutto per evitare scontri. Non roviniamo una bella festa di sport», conclude l’ufficiale dell’Arma. A Penne è prevista anche la presenza di una frangia di tifosi del Francavilla, visti i disordini avvenuti domenica nel capoluogo adriatico proprio contro l’Atessa, che ha perso il campionato.

Spareggi, domenica a rischio

PENNE - La Federcalcio abruzzese ha spaccato in due la tifoseria vestina. Domenica, infatti, sono in programma gli spareggi regionali nelle categorie regionali di Eccellenza e Promozione, e sia il Penne sia la Vestina giocheranno in casa la prima partita dopo aver guadagnato l’accesso ai play off. I biancorossi scenderanno in campo alle ore 16, la Vestina alle 20,30.
Se si considerano l’importanza delle due partite in programma e la massa di tifosi ospiti che si riverseranno a Penne dal Chietino (Atessa e Perano sono comuni confinanti), è evidente che il rischio è di creare seri problemi di ordine pubblico.
Una scelta paradossale che ha scatenato un vespaio di polemiche in entrambi i sodalizi vestini che si giocano, domenica, una fetta del proprio futuro calcistico.
La partita Penne-Atessa si disputerà sul campo di contrada Campetto, mentre Vestina-Perano si giocherà al “Fernando Colangelo” di contrada Ossicelli.
La Federazione è stata chiara. «Ci sono i regolamenti e dobbiamo applicarli: i play off devono avere inizio domenica», hanno spiegato i dirigenti escludendo la possibilità di anticipi e posticipi.
«E’ stata una scelta vergognosa quella di far giocare a Penne, e quasi contemporaneamente, due partite di questa importanza», dice il direttore generale del Penne Calcio, Giuseppe Cantagallo, «La Federazione ci ha deluso, non si può penalizzare una squadra, in questo caso la Vestina, che sarà costretta a giocare su un campo di terra. E poi c’è l’ordine pubblico: domenica a Penne sono attesi molti tifosi dal Chietino». I carabinieri saranno costretti a un tour de force.
Mentre il presidente della Vestina, Maurizio Simoncini, che era favorevole all’ipotesi di anticipare a sabato oppure posticipare la partita, parla già di danno economico: «Giocare le due partite lo stesso giorno significa danneggiare la mia società. E’ una scelta assurda che non trova fondamento. Mi auguro che qualcuno intervenga». (g.p.)

26/04/2005 La Rc Angolana in D, l'Atessa mastica veleno

Un finale a sorpresa ha caratterizzato l’ultimo e decisivo turno del campionato di Eccellenza, vinto dalla Rc Angolana di Piccioni (nella foto), impostasi in extremis sulla rivelazione Atessa, cui è costato caro il pareggio di Francavilla. «Un duello stupendo», commenta lo stesso Piccioni, «conclusosi bene per noi. In questo momento, però, il mio pensiero va ai nostri rivali ed all’amarezza che staranno vivendo. Amarezza che conosco, essendoci passato esattamente un anno fa. Per questo desidero ringraziare di cuore il tecnico atessano Giandonato, che mi ha telefonato per farmi i complimenti. Un gesto da vero uomo di sport».
Un epilogo, quello di domenica, che ha comunque lasciato code polemiche tra i rossoblù, esplicitate a caldo dal presidente Giacomo Del Matto. «Mi era parso», sottolinea il diretto interessato, «di essere stato chiaro, ma credo sia il caso di chiarire meglio il mio pensiero. Non ce l’ho col Francavilla perché si è impegnato nonostante non avesse più nulla da chiedere al campionato. Nessuno pretendeva trattamenti di favore e così è stato. Non tollero l’atteggiamento complessivo dei giallorossi, ovvero il gioco ostruzionistico praticato per l’intera ripresa, le scene di esultanza verificatesi al triplice fischio. Particolari, questi, che avrebbero avuto senso se ci si giocava davvero qualcosa, e che, soprattutto nell’ultimo esempio citato, mi sono parsi irriguardosi nei confronti di una squadra che aveva appena perso un campionato. Sto nel calcio da oltre 20 anni», aggiunge Del Matto rincarando la dose, «e so che i giocatori sono soliti impegnarsi in questo modo solo se ci sono di mezzo obiettivi importanti, oppure i soldi. E siccome la classifica parla chiaro e non mi risulta che per l’occasione il presidente Ricca abbia messo in palio premi-partita particolari, non riesco davvero a spiegarmi i motivi di un tale accanimento. Probabilmente ce ne saranno altri 50.000 ma a me sfuggono. Per quanto riguarda poi», prosegue il presidente atessano, «il caos verificatosi a fine gara, tutto è nato dal provocatorio atteggiamento assunto da alcuni ultrà locali (ma pare fossero supporters del Celano, gemellati con gli adriatici, ndc) che dopo aver scavalcato la recinzione e schernito a più riprese il migliaio di tifosi rossoblù sistemati in tribuna, hanno lanciato dei razzi in tribuna, scatenando il panico tra le famiglie e la successiva reazione di alcuni». Per l’Atessa, comunque, si prospetta il doppio confronto col Penne, in programma (ufficiosamente) il 1º e l’8 maggio. Nelle stesse date si disputerà anche l’unica sfida play out tra il Luco ed il Pianella: chi perde retrocede in Promozione, mentre la sorte di chi vince è legata a quella delle due squadre abruzzesi di serie D, Avezzano e Guardiagrele. Qualora dovessero retrocedere entrambe, dall’Eccellenza scenderebbero in quattro: Casoli, Scerne, la perdente lo spareggio Luco-Pianella ed un’altra compagine da scegliere attraverso un ulteriore spareggio che coinvolgerà una tra Luco e Pianella ed il Montereale, quint’ultimo. E siccome i play out della D andranno per le lunghe, l’orientamento è quello di far disputare comunque lo spareggio, ma solo se ad affrontarlo sarà il Luco, perché per effetto delle nuove regole (un vero rompicapo), il Pianella ne sarebbe escluso, avendo concluso la regular season con più di 7 punti (8 per la precisione) di ritardo dagli aquilani.

25/05/2005 Giammarino: grande soddisfazione, Piccioni: un'impresa

CITTA' SANT'ANGELO - Una giornata di festa attesa da anni a Città Sant’Angelo. La vittoria nel campionato di Eccellenza è una scossa di adrenalina per gli sportivi angolani. «Personalmente», dice tra la folla dei supporter Roverto Giammarino, presidente dell’Angolana, «è la più bella soddisfazione dal punto di vista sportivo che abbia mai avuto, pur essendo un ex calciatore. Per Città Sant’Angelo questo è un evento di grande rilevanza, anche perchè siamo l’unico club che in questi ultimi due anni ha vinto il campionato, lo stesso campionato voglio dire». Per inciso, il “caso” del campionato scorso, con lo spareggio Angolana-Guardiagrale, a Città Sant’Aneglo non è stata mai digerita.
Un fiume di tifosi ha invaso pacificamente il terreno di gioco dello stadio comunale, dopo la fine della partita, riversandosi davanti agli spogliatoi, in attesa di festeggiare il salto di categoria con i giocatori e il mister, Attilio Piccioni. Giocatori in mutande, scippati di ogni indumento sportivo dai supporters nerazzurri, cori, foto.
Attilio Piccioni ha “pagato” per tutti, in tempo reale, lo scotto del successo in campionato, sollevato in aria ripetutamente dai propri giocatori, il “gruppo” nel gergo. «L’emozione?», interviene mister Piccioni, «Certo, è una soddisfazione grande, siamo riusciti in una impresa. Abbiamo fatto 53 punti dal momento in cui ho cominciato ad allenare l’Angolana quest’anno, un ruolino di marcia davvero notevole, non si poteva chiedere di più al gruppo che alleno».
Perché è tornato ad allenare a Città Sant’Angelo, chiamato dalla società a compionato in corso?
«Non ci ho pensato due volte ad accettere l’incarico propostomi dal club», continua Attilio Piccioni, «per una ragione molto semplice e profonda: il legame forte che ho con i tifosi dell’Angolana e con Città Sant’Angelo, a cui personalmente dedico questa vittoria del campionato».
La partita con il Penne?
«Tosta, impegnativa, due squadre che hanno fatto vedere un bel calcio. Ho schierato una squadra molto offensiva, dovevamo vincere, rischiando anche un po’. Siamo tutti contenti».
L’ever green D’Isidorio sembra un ragazzino. «Grande, grande vittoria», dice l’attaccante nerazzurro, «ci abbiamo sempre creduto fino in fondo».
Negli spogliatoi del Penne tira un’altra aria. I vestini si giocheranmo la stagione con il play off, che è un risultato di prestigio. «Abbiamo disputato un’ottima partita», dice l’allenatore del Penne, Camplone. «dimostrando nettamente di meritare i play off. Adesso siamo a un bivio. Contro l’Angolana comunque abbiano avuto ottime chance, soprattutto nel primo tempo, loro, invece, hanno capitalizzato le due occasioni da rete create». In una giornata di sport c’è da segnalare il comportamento estremamente corretto delle due tifoserie. (p.a.)

25/05/2005 Festa grande per l'Angolana promossa

CITTA' SANT'ANGELO - La festa è esplosa alle 22, dopo l’annuncio affisso in piazza Garibaldi dai supporter dell’Angolana subito dopo la partita vittoriosa con il Penne. Sono trascorsi 36 anni da quando la squadra di calcio del Città Sant’Angelo giocava nel campionato di serie D, ora Interregionale. Una categoria mitica, rimasta indelebile nella memoria degli angolani che per una intera generazione hanno atteso questo giorno. Alla festa della promozione hanno partecipato un migliaio di persone, oltre che naturalmente i giocatori, l’allenatore Attilio Piccioni, il patron Peppe De Cecco, i dirigenti e gli amministratori comunali.
Loro, i tifosi, avevano pensato già a tutto: panini con la porchetta, birra, vino, microfoni e musica. Nella sede del club, in piazza Garibaldi, alle 20 in punto, il gruppo di supporter era davanti alla televisione per rivedere i gol dell’ultima giornata di campionato, il 2 a 1 sul Penne che ha fatto diventare il sogno, la speranza in realtà. Nelle leggi non scritte del calcio, si sa, campeggia la superstizione, cioè non dare per scontato ciò che deve ancora accadere. Questa è la ragione per cui non erano stati preparati festeggiamenti prima della partita. La fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo per il salto di categoria, quella è stata, in verità, sempre intatta, nell’animo degli sportivi angolani. Una riprova è data dal fatto che gli spalti dello stadio comunale, alla vigilia del match con i vestini, sono stati tinteggiato di nerazzurro, i colori sociali dell’Angolana, intervallati da una striscia di giallo oro, in richiamo alle maglie del Città Sant’Angelo, il club di calcio locale originario. «Ci abbiamo creduto tutti nella vittoria del campionato», dice il dottor Sergio Spinelli, presidente del club della tifoseria angolana. «Gli sportivi, la società, i giocatori, l’allenatore... per Città Sant’Angelo è un risultato importante, una bella situazione che si deve festeggiare in piazza». Una pioggia di telefonate e di sms sono pervenuti alla dirigenza dell’Angolana man mano che si è diffusa la notizia della vittoria in campionato. Messaggi di congratulazioni da parte anche di tifosi che seguono anche dall’estero la squadra del cuore. Ieri allo stadio, nell’affluenza record stagionale, c’erano, fra gli altri, addetti ai lavori, ex giocatori del calcio dilettantisco legati a Città Sant’Angelo, angolani residenti in altri Comuni. Insomma, un’atmofera particolare e coinvolgente trainata da undici giocatori in campo e dal club. Sergio Marescalco (ex Messina e Prato) è l’attuale allenatore della juniores dell’Angolana, vice da tanti anni a Città Sant’Angelo, è un ex giocatore nerazzurro. «La vittoria dell’Angolana in Eccellenza», dice Marescalco «è molto sentita, tutti chiedono quando c’è la festa con la squadra, l’allenatore e i dirigenti. C’è tanta voglia di partecipare a un evento che evidentemente è sportivo ma anche sociale». La festa è andata avanti fino a tarda notte. Una giornata indimenticabile per gli sportivi di Città Sant’Angelo.