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mercoledì 10 agosto 2011

14/06/2005 Il Penne in serie D con ambizioni

PENNE - Il Penne torna in serie D dopo nove anni di attesa. Sono stati interminabili per una piazza, quella vestina, assettata del calcio che conta, almeno tra i dilettanti. I play off erano l’ultima speranza, dopo aver gettato alle ortiche la Coppa Italia (persa nella finale con il Montesilvano) e il campionato, vinto dalla Rc Angolana di Attilio Piccioni.
Rimanevano, appunto, gli pareggi: già lo scorso anno, la squadra pennese aveva raggiunto questo traguardo, ma allora le cose andarono male. A Mentana, il Penne perse la testa a pochi minuti dalla fine e consegnò ai laziali la serie D. Dopo la vittoria di domenica il Penne volta pagina: deve affrontare il campionato di serie D con la giusta mentalità, quella di una società seria e attenta che non deve perdere la bussola alla prima difficoltà. «Ora vogliamo goderci questo momento di felicità, aspetteremo qualche giorno prima di sederci attorno ad un tavolo e programmare il futuro della squadra», spiega Gianluigi Di Nino, il giovane presidente del Penne. Laureato in economia e commercio, Di Nino è uno dei dirigenti di punta del Gruppo Brioni, l’azienda sartoriale romana che cuce abiti ai vip di mezzo mondo. «Mi sento sollevato, ho sofferto tantissimo, sentivo dentro di me la responsabilità di una piazza che voleva assolutamente tornare in serie D. Finalmente ci siamo riusciti. Questo successo, ottenuto grazie all’impegno di tutti, ci ripaga degli sforzi fatti durante questi mesi che sono stati intensi. Soprattutto», aggiunge il presidente, «abbiamo lavorato per compattare la realtà sportiva pennese: Vestina e Penne stanno lavorando a un progetto che mira a rilanciare le sorti calcistiche del paese. Nei prossimi giorni incontreremo il presidente Simoncini (Vestina, ndc) e avvieremo un confronto alla base del quale c’è l obiettivo di potenziare il settore giovanile. Una collaborazione proficua può essere l’arma vincente del calcio pennese». Intanto è stato riconfermato Andrea Camplone, un allenatore stimato che ha trasformato il Penne, in poche settimane, dopo l’esordio negativo di Felice Mancini. «Lo avevamo riconfermato ancor prima di vincere gli spareggi, siamo convinti che lui farà bene anche in serie D. Certamente bisognerà lavorare duro perché dobbiamo adattarci alla categoria e, fra qualche anno, programmare un obiettivo importante. Abbiamo riconfermato anche il blocco storico della squadra e preso accordi con i giocatori che ci hanno permesso di fare il salto di categoria. Poi», aggiunge il presidente Di Nino, «dobbiamo trovare una soluzione e sistemare il Fernando Colangelo: l’impianto di contrada Ossicelli deve diventare il punto di riferimento calcistico di Penne. Insieme alla Vestina elaboreremo un progetto che sottoporremo all’amministrazione comunale del sindaco Paolo Fornarola, il quale è un uomo di sport che vuole bene al calcio pennese. Ci saprà ascoltare». La società vestina nei prossimi giorni ingaggerà un direttore sportivo di calibro che conosce la categoria per allestire una squadra competitiva. «Sicuramente torneremo sul mercato, mi sembra presto fare nomi. Noi comunque punteremo a disputare un buon campionato», conclude il presidente Di Nino.
Ieri pomeriggio, Penne e Vestina, sono state ricevute dal sindaco Fornarola e premiate nella sala consiliare davanti a tifosi e simpatizzanti. «Vi devo ringraziare per aver promosso l’immagine del paese, avete dato lustro all’intera cittadina», ha detto il sindaco Paolo Fornarola.
La squadra ieri ha ricevuto dalla società l’ultimo stipendio e i premi; gli argentini questa mattina tornano nel loro paese. I tifosi vestini si augurano che il biglietto sia di andata e ritorno.

14/06/2005 Camplone: "Penne, il mio capolavoro"

Andrea Camplone, dopo sei promozioni da calciatore la prima da allenatore alla guida del Penne che sapore ha?
«Diverso, più bello se è possibile. Perché è una mia creatura, una mia idea sviluppata nell’arco di una stagione. E’ una grande soddisfazione che non ha paragoni».
E’ tornato a Penne a stagione iniziata, ci credeva?
«Quando sono arrivato nessuno avrebbe scommesso un euro sul Penne. Non soltanto perché era terz’ultimo in classifica. Ho dovuto svolgere un duro lavoro a livello psicologico perché il gruppo era sfiduciato. Veniva da un play off perso in zona Cesarini e da una falsa partenza. C’erano delle frizioni nello spogliatoio. Un po’ alla volta il gruppo si è ricompattato. Ho avuto la fortuna di trovare ragazzi bravi e intelligenti. Mi hanno seguito con umiltà e questa promozione è un premio per tutti. E’ stata una rincorsa strepitosa».
Un premio per che cosa?
«Per il lavoro e per il gioco. Il lavoro paga sempre, il gioco porta inevitabilmente alla vittoria. Il singolo può risolvere una partita o due, ma il campionato si vince con il collettivo, occorrono tempo e qualità per plasmarlo».
Camplone che tipo di allenatore è?
«Pignolo, quasi maniacale. E’ anche per questo motivo che ringrazio i ragazzi che mi hanno seguito. Sono essenzialmente me stesso anche se ho cercato di attingere da tutti gli allenatori che ho avuto da giocatore».
Ha qualche dedica da fare?
«Certo, alla mia famiglia, che mi ha sopportato, e al vice presidente del Penne, Pasquale Almonti, che mi ha rivoluto in biancorosso».
Resterà a Penne?
«Sì, la società vuole che resti e io ho dato la mia disponibilità. Anche se bisognerà affrontare la serie D con molta circospezione. E’ un campionato che richiede conoscenze diverse. Sono obbligatori quattro fuoriquota ad esempio. La programmazione va fatta con attenzione, anche perché bisogna rendere conto a un gran pubblico».
Squadra da rifare o da integrare per la serie D?
«Non è certamente da smantellare. Però, mi rendo conto che ci sono dei ragazzi che hanno richieste. E se vogliono andar via, tra i professionisti, va concessa questa possibilità».
Su chi si sente di scommettere?
«E’ brutto fare nomi, ma i vari Correa, Palmarini, Parmigiani e Landeiro possono giocare benissimo tra i professionisti. Questo senza nulla togliere agli altri che hanno le qualità per ben figurare a tutti i livelli».

14/06/2005 Il Vecchio Comunale con l'erba sintetica?

PENNE - Dopo la promozione in serie D, potrebbe arrivare anche un nuovo campo di calcio. Il progetto, non è ancora ufficiale, è quello di ristrutturale il vecchio Comunale di contrada Ossicelli, oggi intitolato a Fernando Colangelo, ex gloria del calcio pennese; la struttura sarebbe poi gestita dal nuovo sodalizio che nascerà con la fusione tra Penne e Vestina. Il campo di calcio non ha più il manto erboso e, secondo il progetto, potrebbe essere utilizzata l’erba sintetica per risistemare il terreno di gioco. Inoltre, è notizia di questi giorni, l’amministrazione comunale del sindaco Paolo Fornarola ha avuto un finanziamento per mettere a norma le tribune e riqualificare l’area che circonda lo stadio, compreso il campetto che si estende sotto le tribune. Si tratta di un progetto interessante che potrebbe dare a Penne, finalmente, una struttura idonea per disputare il campionato di serie D.
Negli anni passati, la società ha utilizzato l’impianto di contrada Campetto, nuovo ma certamente non idoneo alla massima serie dei dilettanti; tra l’altro, in serie D, occorre avere la doppia tribuna, anche per la tifoserie ospite e strade di accesso allo stadio diverse per separare l’ingresso dei tifosi allo stadio. Il Fernando Colangelo è situato nel cuore della cittadina, a differenza dell’impianto di contrada Campetto, e in questo modo, potrebbe permettere ai tifosi vestini di raggiungere l’impianto anche a piedi. (g.p.)

13/06/2005 "Un successo meritato"

RIVA DEL GARDA - Il successo per 2-1 sulla Benecense non può non scatenare una grande festa e il primo a esultare è l’allenatore in seconda del Penne, Fabio Montani (il tecnico Andrea Camplone è squalificato). «La nostra è stata una vittoria sofferta, che ci consente di raggiungere una promozione a lungo inseguita». Eppure, a un certo punto della stagione le cose si erano messe male. «All’ottava giornata eravamo in zona play-out», ammette, «ma questo rende ancora più onore alla rincorsa che abbiamo fatto».
Montani fa comunque i complimenti alla Benecense. «Si è dimostrata una squadra tosta», riconosce l’allenatore in seconda del Penne, «che siamo riusciti a superare con molte difficoltà. Il Benecense ha giocato in maniera compatta, determinata. Penso che sia stato l’avversario più duro fra quelli incontrati finora». Il Penne si riprende così dalla delusione dello scorso anno, quando un gol a tre minuti dalla fine segnò in negativo la finale nazionale.
Montani si preoccupa più di consolare gli avversari che di elogiare i suoi. «Hanno tutte le carte in regola per riprovarci l’anno prossimo», conclude il tecnico. «Auguro loro di fare un ottimo campionato, se lo meritano».
A concludere lo scambio di complimenti l’allenatore della Benecense, Luciano Gabrielli, che però riserva prima grandi parole di elogio per i suoi. «Siamo stati bravi ad arrivare qui», commenta il tecnico, «anche se oggi non eravamo nella nostra miglior giornata».
Gabrielli rende l’onore delle armi al Penne («abbiamo incontrato un avversario forte»), ma ammette che la sua squadra ci ha messo anche del suo. «Abbiamo fatto qualche errore di troppo», fa notare Gabrielli, «come in occasione del loro primo gol. E si è rivelato uno sbaglio decisivo perché da quel momento la partita è cambiata».
Anche i problemi di formazione hanno impedito alla Benecense di giocare un match diverso, ma Gabrielli non cerca scusanti. «Loro sono stati bravi a gestire la palla e non siamo riusciti ad entrare in area». Nell’ultima frase c’è anche un riferimento all’arbitraggio, giudicato da Gabrielli insufficiente. «Ci sono state troppe ammonizioni ed espulsioni affrettate, ma questo non mette in discussione la vittoria del Penne, che ha saputo affrontare la partita con la giusta mentalità. Il loro successo è meritato».

13/05/2005 E in città è festa grande, il sindaco: "Eccezionale"

PENNE - Si è festeggiato fino a notte fonda per la promozione del Penne in serie D. La città si è colorata di biancorosso: caroselli di auto e tifosi in delirio hanno sfilato ininterrottamente per le vie della città per il ritorno della squadra nella “serie A dei dilettanti”. Un traguardo che la società vestina inseguiva dal 1996. Grazie all’exploit sul campo di Riva del Garda, il Penne può tornare a giocare in un campionato più consono alle sue tradizioni calcistiche. Il sodalizio vestino è stato fondato nel 1924.
Il 24 maggio 1981, con un 6-0 sulla Val di Sangro, davanti a duemila tifosi, il Penne chiude a quota 50 - staccando di 10 punti il Termoli e il Tortoreto - la sua cavalcata trionfale nella Promozione abruzzese e taglia lo storico traguardo dell’Interregionale. Seguono 15 anni di avvincenti tornei e addirittura, nel campionato ’92/93, il Penne sfiora la promozione in serie C: è 2ª alle spalle del Fasano.
Arrivano i tempi bui. Il Penne retrocede per ben due volte di fila in Eccellenza: nel ’94/95 (viene ripescato), ma l’anno dopo, nel ’95/96, dopo la seconda stagione fallimentare nel Cnd (si chiamava così, serie D, prima della riforma). Si torna a giocare in Eccellenza, e alla guida della società si alternano vari presidenti. Non basta. Il Penne assapora un’altra retrocessione amara, questa volta nel campionato di Promozione.
Un incubo. Il presidente Luciano Di Simone, imprenditore locale, riorganizza il sodalizio vestino - anche con l’ingresso di nuove forze economiche - riporta il Penne in Eccellenza. Siamo al campionato 2004/2005: il dirigente della Brioni, Gianluigi Di Nino, passa alla guida della società e dopo un avvio disastroso (esonero di Felice Mancini), il Penne conquista la serie D. E’ storia di ieri. Un sogno che finalmente diventa realtà per una piazza assetata di calcio che conta. Il sindaco Paolo Fornarola, domani sera, alle ore 18, nella sala consiliare del Comune, premierà le due squadre pennesi (dirigenti e giocatori per festeggiare la stagione trionfale del calcio vestino: Penne e Vestina, difatti, hanno conquistato rispettivamente la promozione in serie D e in Eccellenza).
«E’ un momento importante per la nostra cittadina», dice il sindaco Fornarola.
All’orizzonte, tra l’altro, c’è il progetto di fusione tra i settori giovanili di Vestina e Penne.

12/06/2005 Il Penne all'assalto della D

PENNE - Tutto in novanta minuti di gioco. In Trentino, il Penne di mister Andrea Camplone si gioca la promozione in serie D. Un traguardo che i vestini inseguono da nove anni. L’ambiente biancorosso è carico e attende con ansia la sfida: tre pullman e numerose auto private raggiungeranno Riva del Garda. Dopo lo 0-0 maturato nella partita di andata, al Comunale gardesano, oggi (inizio alle ore 16.30), si prevede una sfida avvincente e spettacolare tra Benacense e Penne.
Nessuna delle due squadre vuole perdere, tanto meno i padroni di casa che festeggiano il centenario della fondazione e vogliono tornare nella serie A dei dilettanti, dopo averla persa nel 1993.
Il Penne, rispetto agli avversari, ha un’arma in più da sfruttare: il pubblico. Sono oltre 300 i tifosi che seguiranno la squadra nella trasferta trentina; il gruppo “Neuro”, la frangia attiva del tifo biancorosso, ha realizzato, per l’occasione, una coreografia spettacolare. Il sito internet ufficiale, www.forzapenne.it, è stato riempito da messaggi di incitamento alla squadra. Anche il sindaco di Penne, Paolo Fornarola, ex presidente del Penne fino al 1996, insieme ad altri assessori della giunta comunale, seguirà le sorti del Penne in trasferta. «Sono un tifoso speciale del Penne e seguirò la squadra anche in questa difficile partita. Mi auguro, dopo i successi ottenuti dalla Vestina promossa in Eccellenza e della squadra di scacchi pennese, che ha vinto lo scudetto la scorsa settimana, che il Penne conquisti la serie D: festeggeremo un anno magico per lo sport pennese».
Per il Penne si tratta della seconda finale consecutiva degli spareggi nazionali di Eccellenza, dopo quella sfortunata dello scorso anno contro lo Spes Mentana; la partita di andata si giocò a Penne e terminò 0-0. Il ritorno si disputò sul campo in erba sintetica dello stadio “12 Apostoli” di Mentana e la squadra vestina pagò pesantemente l’approccio alla partita. Nel secondo tempo il Penne riuscì a ribaltare il risultato, ma bastarono dieci minuti di follia nella difesa vestina per consegnare ai padroni di casa la promozione in serie D. L’incontro terminò 4-3 per il Mentana.
La squadra biancorossa è arrivata nel tardi pomeriggio di ieri a Rovereto, sede del ritiro, e questa mattina effettuerà una sgambata prima della partita. «Non dobbiamo sbagliare l’approccio alla partita, è fondamentale», ha detto l’allenatore Andrea Camplone, «mi auguro che la Benacense non si chiuda dall’inizio in difesa». Ha già in mente la formazione? «Ho recuperato Carota e Parmigiani, quindi l’organico è al completo. Ho in mente qualcosa, per scaramanzia non dico nulla...». In caso di parità con gol sarà promosso il Penne (e l’Amiternina salirebbe in Eccellenza); nel caso in cui i tempi regolamentari finiranno 0-0 si andrà ai supplementari e poi ai calci di rigore.
La Benacense dovrà fare a meno dello squalificato Lorenzo Setti e degli infortunati Dal Bosco e Martini.
La telecronaca della partita tra Benacense e Penne, affidata a Andrea Costantini e Nello Di Marcantonio, verrà riproposta domani sera alle 22.40 su Atv7.

10/06/2005 Risolti i problemi: Benacense-Penne a Riva del Garda

PENNE - Benacense-Penne si giocherà regolarmente a Riva del Garda. Lo ha ufficializzato la società gardesana dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina nell’impianto sportivo che ospiterà l’attesa finale dei play off di Eccellenza. Il Comunale, difatti, può ospitare complessivamente 430 posti, di cui 250 situati in tribuna, e i restanti, invece, sono ricavati sul prato che circonda il rettangolo di gioco. Ai tifosi vestini saranno inviati 200 biglietti al costo di sei euro; si potrà comunque acquistare i restanti taglianti disponibili al botteghino, domenica, prima della partita, a partire dalle ore 15.30. «Abbiamo raggiunto un accordo con la Benacense: quindi la partita si giocherà sul campo di Riva come era previsto inizialmente», dice il dg del Penne, Giuseppe Cantagallo. Anche il vice questore del commissariato di Riva, Giuseppe Grasso, informato dai colleghi di Pescara, ha visionato la struttura sportiva prima di rilasciare il nulla osta alla società di casa. (g.p.)

07/06/2005 Il Penne seguito da 300 tifosi nella sfida che vale la serie D

PENNE - La Benacense si è rivelata una squadra ostica e compatta. La difesa e l’attacco sono i reparti più temibili: rappresentano i punti cardine della formazione di Luciano Gabrielli, l’allenatore che da cinque anni siede sulla panchina dei gardesani. Nulla, però, è perduto per il Penne. Il pareggio a reti inviolate, ottenuto nella partita di andata della finale nazionale dei play off di Eccellenza, deve rappresentare un viatico importante in vista del match di ritorno (ore 16,30) di domenica al Comunale di Riva del Garda. In caso di parità con gol nella partita di ritorno vince il Penne, poiché vige in questo caso il regolamento delle coppe europee: la squadra vestina ha insomma due risultati su tre a disposizione.
Tra l’altro, la squadra gardesana non è molto seguita dal pubblico locale, nonostante la cittadina abbia una popolazione di oltre quindicimila abitanti. La formazione biancorossa partirà sabato mattina e raggiungerà il Trentino in autobus. La società, inizialmente, aveva ipotizzato il trasferimento in aereo: «Non siamo riusciti ad avere la disponibilità di un aereo per organizzare un volo charter da Pescara a Verona», dice il dg del Penne Giuseppe Cantagallo. In settimana si dovrebbe conoscere il costo del biglietto per i tifosi che stanno organizzando almeno un paio di pullman per la trasferta trentina. Saranno più di 300 i sostenitori biancorossi che raggiungeranno Riva del Garda per questa sfida importante che vale la serie D. Il Penne insegue il ritorno nella massima serie dei dilettanti da nove anni: la prima retrocessione in Eccellenza avvenne, difatti, nel campionato 94/95 e dopo essere stata ripescata, la squadra dell’allora presidente Paolo Fornarola, retrocesse di nuovo nel campionato 95/96 dopo diciassette tornei consecutivi giocati in Interregionale. Seguirono gli anni bui durante i quali si toccò un’altra pesante retrocessione nel campionato di Promozione. Quindi, il presidente Luciano Di Simone, dopo duri sacrifici, è riuscito a riconquistare l’Eccellenza, e, lo scorso anno, ha raggiunto anche la finale play off nazionale contro lo Spes Mentana persa, tra l’altro, a pochi minuti dalla fine. Il testimone è passato ad inizio campionato nelle mani di Gianluigi Di Nino, dirigente del Gruppo Brioni e genero dell’amministratore delegato della Roman Style-Brioni, Lucio Marcotullio, il quale ha dato una pesante spinta - e non solo economica - al sodalizio vestino. (g.p.

06/06/2005 Il presidente attacca l'arbitro: non è stato all'altezza

PENNE - C’è un po’ di rammarico, a fine partita, nello spogliatoio vestino.
Il Penne meritava, visto il gioco in campo, qualcosa in più del pareggio. Nel mirino del presidente biancorosso, Gianluigi Di Nino, sono finiti il campo e l’arbitro. «Meritavamo qualcosa di più del pareggio: loro si sono chiusi in difesa e non ci hanno permesso di giocare», commenta il presidente. «Il campo, tra l’altro, era in condizioni pietose e ci ha penalizzato tantissimo. I nostri ragazzi, soprattutto quelli tecnici, hanno sofferto a giocare. Poi», aggiunge il numero uno vestino, «l’arbitro non è stato all’altezza della situazione. Un ringraziamento lo voglio fare al pubblico biancorosso che è stato anche oggi fantastico».
Il tecnico del Penne Andrea Camplone analizza, invece, il gioco espresso in campo: «E’ stata una partita difficile e loro sono stati molto abili a fermarci. Non ci hanno concesso spazi, si sono chiusi con l’intera squadra in difesa: un catenaccio dall’inizio alla fine. Tra l’altro il campo era pessimo e abbiamo sofferto a costruire azioni efficaci. Non si può giocare una finale così», commenta Camplone.
Soddisfatto, invece, Fabrizio Gabrielli, tecnico ospite. «Sono felice di questo pareggio. Il Penne è una squadra ben allestita e sarà difficile giocare anche in casa nostra. Abbiamo sofferto ma per noi, in definitiva, è andata bene». (g.p.)

04/06/2005 Penne sta preparando una festa da serie D

La formazione biancorossa ci riprova. A distanza di un anno dalla sfortunata finale (andata e ritorno) contro lo Spes Mentana, il Penne questa volta non vuole mancare l’appuntamento con la promozione in serie D. Domani, al nuovo Comunale di contrada Campetto, ci saranno i trentini della Benacense del vulcanico presidente Camillo Rezzaghi. La formazione allenata da Luciano Gabrielli ha conquistato la finale dopo aver eliminato la Sestrese e spera fortemente nella promozione, visto che quest’anno cade il centenario della fondazione del club biancoverde.
Per il Penne di mister Andrea Camplone non sarà una finale facile; la prima sfida si giocherà, come detto, in casa, mentre il ritorno, a Riva del Garda, è previsto il 12 giugno.
Il tecnico vestino dovrà fare a meno di Angelo Carota che si è infortunato contro l’Almas Roma - per lui è stata diagnosticata una lussazione alla spalla - e Antonio Palmarini. Acciaccati Cianci, Amelii e Parmigiani, ma tutti dovrebbero scendere regolarmente in campo; salvo per l’attaccante argentino che ha ancora qualche problema al polpaccio.
Gli ospiti, di solito, giocano con 4-4-2 e sono molto forti in difesa e in attacco; nel reparto offensivo, la coppia Cosa-Dalnegro è da temere; il primo è conosciuto ai tifosi abruzzesi dopo una stagione trascorsa a L’Aquila in serie C2. Il centrocampo è descritto come poco tecnico e lento: non c’è costanza nel gioco.
La partita (inizio fissato alle ore 16.30) sarà diretta da Aurelio Cafari Panico di Cassino: il fischietto ciociaro ha arbitrato quest’anno, in serie D, Val di Sangro-Gallipoli.
«C’è serenità e concentrazione in squadra», commenta Pasquale Almonti, vicepresidente e storico dirigente del Penne Calcio. «Il Penne merita di vincere il campionato, ne ha bisogno la piazza. A novembre eravamo terz’ultimi in classifica e dopo alcune scelte positive fatte dalla società, e grazie all’impegno dei ragazzi, siamo riusciti ad agguantare i play off. Domenica mi aspetto il pubblico delle grandi occasioni. Dobbiamo vincere la finale in casa e questo obiettivo non dobbiamo mancarlo. Io sono fiducioso, ci credo e ci spero. Abbiamo tutte le carte in regola per fare bene e dobbiamo mettercela tutta per fare questo grosso regalo ai nostri impagabili tifosi. Il Penne deve chiudere la stagione nel migliore dei modi», conclude Almonti.
Anche la tifoseria è in fermento: per la sfida contro la Benacense, il gruppo “Neuro” è all’opera per allestire una coreografia eccezionale. Non dovrebbero esserci tifosi ospiti al seguito. Sarà, insomma, una festa per il calcio pennese.

31/05/2005 Penne sogna la D, Vestina promossa: che festa

PENNE - Penne caput mundi. Grazie ai successi ottenuti domenica dalle due squadre, la città vestina è balzata agli onori delle cronache calcistiche abruzzesi per un ein plein. E se i biancorossi di Camplone sono a metà dell’opera, visto che per festeggiare l’approdo in serie D dovranno ora superare la Benacense (dopo aver eliminato nel primo turni i capitolini dell’Almas), i cugini della Vestina il percorso lo hanno già completato, battendo nella finale decisiva gli aquilani dell’Amiternina, classificatisi al secondo posto nel girone A del campionato di Promozione.
Aquilani che faranno un tifo indiavolato per Correa e soci, la cui promozione in D, per effetto di quanto prevede il regolamento, schiuderebbe automaticamente loro le porte dell’Eccellenza, mentre in caso di eventuale ripescaggio dei vestini, a beneficiare del posto libero sarebbe il retrocesso Luco. Tornando alla doppia sfida con l’Almas, la squadra del presidente Gianluigi Di Nino ha evidenziato un’assoluta superiorità tecnica, battendo i romani sia all’andata che nel ritorno. Un buon viatico in vista del confronto decisivo che, come detto, vedrà l’undici biancorosso opposto alla Benacense, formazione trentina approdata al secondo turno della fase interregionale dei play off, in virtù dei risultati (vittoria casalinga per 3-2 e pareggio per 1-1 in terra ligure) ottenuti contro la Sestrese. Domenica l’andata. L’elevata distanza tra i centri impedirà esodi di massa, ma i calorosissimi supporters abruzzesi (in particolare gli appartenenti al gruppo denominato Neuro) si stanno già organizzando per la trasferta decisiva, in programma il 12 giugno. Del resto, per un traguardo così importante, vale la pena di sobbarcarsi qualche centinaio di chilometri pur di sostenere i propri beniamini. Spulciando negli annali, infatti, il Penne, la cui storia calcistica risale al lontano 1924, ha militato a lungo in serie D, categoria nella quale approdò, per la prima volta, nella stagione 1980-1981, per poi restarvi per ben quindici campionati di fila: un vero e proprio record. L’ultima apparizione in Quarta Serie è datata maggio 1996 e di quella stagione, conclusasi con la retrocessione in Eccellenza, vale la pena di ricordare la quaterna rifilata al Civitacastellana dal bomber Oscar Di Matteo, recentemente tornato alla ribalta per le perfomances calcistico-televisive nelle file del Cervia. L’altra curiosità riguarda poi l’attaccante Mirko Panico, unico superstite in biancorosso di quella formazione. Per quanto concerne, invece, la Benacense, si tratta di una squadra trentina, precisamente di Riva del Garda. Allenata da Luciano Gabrielli, ha chiuso regular season del proprio girone di Eccellenza al primo posto (con 62 punti in 30 gare), appaiata però al Vallagarina, da cui è stata poi sconfitta nel decisivo spareggio-promozione, che l’ha costretta ai play off con le seconde delle altre regioni. Abitualmente schierata col 4-4-2, la compagine biancoverde ha nel reparto difensivo (25 gol subiti in 30 incontri) il punto di forza, mentre in attacco può contare sulla coppia Cosa-Del Negro (27 reti in due: 15 il primo, 12 il secondo). Sono i giocatori più rappresentativi, oltre all’esperto centrocampista Claudio Ischia (ex Vis Pesaro), autore proprio domenica scorsa del gol qualificazione. Scarso l’apporto dei tifosi, che nelle gare casalinghe si attestano sulle 150 unità.

29/05/2005 Il Penne al secondo round con l'Almas Roma

PENNE - «Non sarà una partita facile, contro l’Almas dobbiamo giocare concentrati, senza pensare alla vittoria ottenuta all’andata». Parla il capitano del Penne, Francesco D’Addazio, uno dei migliori difensori del campionato. La partita contro l’Almas si gioca (l’inizio del matche di ritorno è previsto alle ore 16.30) sul campo di contrada Campetto. E’ previsto il pubblico delle grandi occasioni come già è avvenuto in passato per la partita che vale la finalissima per il salto in serie D.
Il Penne, all’andata, è riuscito a battere per 2-0 la formazione capitolina allenata da Fabrizio Durante, ex giocatore del Pescara, dopo un ottimo primo tempo, sospinto da un pubblico favoloso.
Rientra, dopo aver scontato il turno di squalifica, il fantasista argentino Correa, l’arma vincente del Penne in questo campionato; non dovrebbe giocare dall’inizio, invece, Parmigiani, il quale si è leggermente infortunato in settimana.
Andrea Camplone proporrà il classico modulo 4-3-3 per fermare l’Almas che sicuramente detterà il ritmo di gioco sin dall’inizio per tentare di ribaltare il risultato dell’andata.
«Certamente partiranno a tutta per cercare il gol subito», sostiene Francesco D’Addazio, «noi non dobbiamo fare l’errore di cullarci sul risultato dell’andata. E poi non c’è niente di scontato: vi ricordate lo scorso anno nella finale contro lo Spes Mentana? Sembrava già fatta a pochi minuti dalla conclusione, e invece alla fine abbiamo perso. Dobbiamo entrare in campo determinati e concentrati. Siamo un gruppo unito e il nostro pubblico è fantastico: grazie alla loro spinta siamo arrivati fin qui», conclude il capitano vestino. Si prevede, come a Roma, il pubblico delle grande occasioni.
Se il Penne batte l’Almas Roma affronterà in finale (andata e ritorno) la vincente tra Sestrese-Benacense di Riva del Garda. Nella partita di andata, i trentini hanno battuto 3-2 i liguri.
Tifa il Penne anche la Vestina, che oggi affronta sul neutro di Notaresco l’Amiternina: chi vince sale in Eccellenza. Nel caso in cui la formazione biancorossa dovesse vincere gli spareggi nazionali, al di là del risultato, entrambe le formazioni impegnate nello spareggio regionale salirebbero nel campionato di Eccellenza.
LE FORMAZIONI.
PENNE: Cianci, Carota, Sacripante, Landeiro, Ciarrocca, D’Addazio F., Lalli, Amelii, Del Gallo, Correa, Panico. Allenatore: Camplone.
ALMAS ROMA: Federici, D’Elia, Gianni, Bertarelli, Rispoli, Berardi, Felici, Sorrentino, De Luca, Pignataro, Romagnoli. Allenatore: Durante.
ARBITRO: Corradini di Macerata.

23/05/2005 Camplone: la squadra ha giocato come volevo

ROMA - Soddisfazione a fine partita nello spogliatoio vestino dopo l’importante successo ottenuto contro l’Almas Roma. «Abbiamo fatto la nostra partita, conoscevamo le qualità tecniche dell’avversario. La squadra mi è piaciuta e ha giocato come volevo», dice il tecnico del Penne, Andrea Camplone. «Dopo il gol ci siamo limitati ad amministrare la partita, in alcune circostanze abbiamo concesso troppo agli avversari; domenica sarà comunque una partita difficile anche se il risultato è a nostro favore», conclude Camplone.
Uno dei migliori in campo, Mirko Panico, sottolinea l’importanza del successo: «E’ stata una partita difficile, non c’è dubbio. La vittoria è stata ottenuta grazie all’impegno di tutta la squadra e dei tifosi che sono stati fantastici».
Il presidente del Penne, Gianluigi Di Nino, elogia il lavoro della squadra: «E’ stata una vittoria meritata, abbiamo giocato bene e alcune individualità hanno fatto la differenza in campo. L’Almas si è rivelata una squadra ostica e alcuni giocatori, nel reparto offensivo, ci hanno messo a dura prova», conclude Di Nino.
Infine, il rammarico del tecnico romano, Fabrizio Durante, ex giocatore del Pescara. «Un episodio ha deciso il risultato della partita. Il gol iniziale del Penne ci ha tagliato le gambe, sicuramente non abbiamo offerto il vero valore tecnico».

22/05/2011 Il Penne cerca un buon risultato con l'Almas

PENNE - Dopo la vittoria ottenuta contro l’Atessa, nello spareggio regionale, il Penne di mister Andrea Camplone inizia l’avventura fuori dai confini regionali con l’obiettivo di conquistare la promozione in serie D. Affronta oggi l’Almas Roma: si tratta di una squadra ostica e rappresenta un fiorente vivaio dei club professionistici di Roma e Lazio (Giuseppe Giannini, per esempio, è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile dell’Almas). I capitolini hanno chiuso il campionato (Eccellenza laziale, girone B) in seconda posizione con 80 punti all’attivo, dopo aver perso lo spareggio contro il Cassino sul neutro di Anagni, domenica scorsa, essendo arrivate entrambe a parità di punteggio (nel campionato laziale di Eccellenza non ci sono i play off).
Al Penne mancheranno l’argentino Correa (squalificato), Palmarini per infortunio. Amelii acciaccato, andrà in panchina; dovrebbe rientrare Antonio Pecoraro, anche se la condizione fisica del centrocampista ciociaro non è perfetta. La squadra è partita ieri pomeriggio per Roma, dopo una rifinitura effettuata in mattinata.
La partita si giocaallo stadio Sant’Anna di via Demetriade, situato nel cuore del parco archeologico del Tuscolano, e inizierà alle 16.30; prevista la partenza di circa 200 sostenitori biancorossi (due autobus e numerose auto private) che si metteranno in viaggio per la trasferta romana. «L’Almas è una squadra giovane e soprattutto veloce», ha detto il direttore generale del Penne, Giuseppe Cantagallo. «I ragazzi sono motivati, ci aspettiamo sicuramente una buona prova della squadra. Essendo uno spareggio, sarà comunque una partita difficile. Speriamo di portare a casa un buon risultato», conclude il dg pennese.
Già in altre due occasioni, il Penne aveva giocato nella capitale: nell’80 in Coppa Italia di Promozione contro il Tor Sapienza (sconfitta a Roma, ma vittoria per 4 a 2 e superamento del turno a Penne: vestini giunti poi ai quarti e sconfitti dal Cittadella vincitrice del trofeo) e nell’83 con la Lodigiani, sempre in Coppa, ma di serie D e fu eliminazione.

FORMAZIONI
ALMAS ROMA: (4-4-2) Federici, D’Elia (85), Gianni, Bertarelli, Rispoli, Berardi, Sorrentino, Di Giuliantonio, De Luca, Pignataro (87), Chiavini (Romagnoli). Allenatore: Fabrizio Durante.
PENNE: (4-3-3) Cianci, Marrone, Sacripante, Landeiro, D’Addazio M., D’Addazio F., Lalli, Pecoraro, Parmigiani, Francia, Panico. Allenatore: Andrea Camplone.

16/05/2005 Eccellenza, Penne trova l'Almas

Sarà l’Almas Roma la prima avversaria del Penne, lungo la strada che separa i vestini dalla promozione in serie D. La squadra capitolina ha infatti perso lo spareggio con il Cassino per il salto di categoria, nel girone B del campionato laziale di Eccellenza.
La compagine frusinate, sostenuta da oltre duemila tifosi al seguito, che alla fine della gara hanno anche invaso pacificamente il campo di gioco, si è imposta con un perentorio 2-0. «Se non altro», spiega l’ex tecnico del Penne Guido Colangelo, che ha seguito il match per la società vestina, «dovremmo avere meno difficoltà dal punto di vista ambientale, visto lo scarso seguito dell’Almas, che resta comunque una squadra molto organizzata». Il Penne giocherà in trasferta l’andata, in programma domenica al Sant’Anna di Roma (la partita di ritorno è in programma per il 28 maggio).
Buone notizie arrivano infine per il Pianella, che può festeggiare senza più patemi la permanenza nel campionato di Eccellenza anche per la prossima stagione. Il risultato prestigioso è stato ottenuto alla luce della salvezza, in serie D, centrata direttamente dall’Avezzano.

09/05/2005 Il sogno della serie D continua per il Penne

ATESSA - Due reti per continuare il sogno: era l’obiettivo dei rossoblu, che dovevano riequilibrare il risultato della gara d’andata. Non è andata così. Anzi, la formazione guidata da Camplone si è imposta anche in terra atessana per due reti a zero. Toccherà dunque al Penne giocarsi l’accesso in serie D attraverso gli spareggi interregionali. La corsa dell’Atessa è terminata. Onore però ai rossoblu che hanno condotto la classifica praticamente per tutto l’arco del torneo. salvo poi vanificare la promozione nell’ultima di campionato. Giandonato in settimana ha spronato i suoi. La squadra, nonostante il doppio svantaggio patito a Penne aveva dato l’impressione di potersi giocare l’accesso alla fase successiva. La partenza dei locali è stata rabbiosa. Farina e compagni hanno spinto sull’acceleratore dal primo istante.
E il numero 10 locale nel primo minuto ha impensierito Cianci.
Spinto dal supporto del pubblico, l’Atessa ha collezionato un’altra palla gol all’ottavo con Farina, che ha colpito il palo pieno e sulla seguente ribattuta Campli ha centrato la traversa. Nei primi 20 minuti di gioco l’Atessa è stata padrona indiscussa del campo.
Ma non è riuscita a sbloccare l’incontro.
Il Penne, di contro, ha preso le giuste contromisure. Mainella a metà tempo ha saltato Cianci e da posizione defilata non ha centrato il bersaglio. Non è stato fruttuoso dunque il 4.4.2 di Giandonato, che ha lanciato dal primo minuto Campli a supporto di Soria e Mainella.
Camplone, sempre fedele al 4.3.3 ha lasciato inizialmente in panchina Parmigiani e nel reparto d’attacco si è affidato al trio Lalli, Correa e Panico.
La formazione ospite si è resa particolarmente pericolosa sul finire di tempo con Lalli e Panico. In entrambi i casi La Barba ha fatto buona guardia.
Nella ripresa i padroni di casa non sono rientrati in campo abbastanza determinati. Forse la stanchezza sia fisica che mentale ha giocato un brutto scherzo alla formazione rossoblu.
Il doppio giallo poi rifilato a Silva di sicuro non ha aiutato l’Atessa. La superiorità numerica è stata sfruttata immediatamente dai vestini, che sono passati a condurre con un diagonale di Lalli.
La rete messa a segno dall’argentino ha tagliato le gambe alla formazione di Giandonato.
Qualche minuto più tardi ha posto il sigillo sulla gara anche Correa, con una vera pennellata d’autore. Un due a zero che consente dunque al Penne di continuare la marcia verso la serie D. Per l’Atessa c’è il rammarico di non aver sfruttato l’occasione per vincere il campionato, ma resta la consapevolezza di aver disputato un torneo al vertice.
«Abbiamo raggiunto l’obiettivo», commenta mister Camplone, «ma non abbiamo fatto ancora nulla. Ci siamo guadagnati l’accesso alla fase successiva, ma c’è ancora tanto da lavorare e soffrire prima di poter finalmente essere al sicuro e gioire».

01/05/2005 Penne-Atessa, via agli spareggi per la serie D

Prendono oggi il via i play off ed i play out dei campionati di Eccellenza, Promozione e Prima categoria. Unica eccezione i due raggruppamenti di Prima nei quali si è reso necessario il ricorso allo spareggi per la definizione delle griglie (5º posto, nel girone C, 12º in quello D). Il clou della giornata è ovviamente rappresentato dalla sfida tra Penne ed Atessa. In palio c’è la seconda posizione nel girone di Eccellenza e la conseguente qualificazione alla fase interregionale. Una sfida che promette spettacolo, vista la propensione offensiva di entrambe le contendenti, arrivate a questo importante appuntamento con stati d’animo differenti. «E’ vero», conferma il bomber atessano Fabio Nepa, «la mancata vittoria di Francavilla è stata una brutta mazzata per noi, ma ci stiamo riprendendo. I nostri tifosi, martedì, alla ripresa della preparazione, sono venuti al campo per confermarci il sostegno e ringraziarci di quanto fatto. Questo secondo posto lo dobbiamo anche a loro». Anche a Penne si prevede un massiccio esodo di supporters rossoblù che saranno sistemati in un apposito settore dello stadio di contrada Campetto. «Abbiamo cercato di adeguare la struttura», spiega il presidente vestino Gianluigi Di Nino, «che non prevedeva una specifica zona riservata alla tifoseria ospite. Ci appelliamo al buon senso di tutti, affinchè sia una giornata di sport, a prescindere dal risultato. Il nostro obiettivo? Mi sembra ovvio: vincere, possibilmente senza subire gol». Col rientro di Panico, mister Camplone dovrebbe contare sull’intera rosa, mentre l’Atessa dovrà fare a meno, per squalifica, di Bisbano e Giarrocco. Si giocherà, invece, al Verrotti di Pianella l’andata dei play out tra i pescaresi di Fanì ed il Luco. Anche la Promozione presenta un programma di interesse, con ben otto gare tra play-off e play-out. «A questo punto della stagione», sottolinea l’allenatore del Silvi Antonio Tomei, «ogni partita diventa una finale, nella quale dovremo cercare di sbagliare il meno possibile. Ci attende una trasferta insidiosa, contro un avversario rognoso come la Folgore Sambuceto, nelle cui file milita quello che, personalmente, ritengo il miglior giocatore del girone, ovvero Tommaso Mimola. Per fortuna, ad eccezione di Vannucci, avrò tutti a disposizione, ed è una buona notizia, dopo un girone di ritorno caratterizzato dagli infortuni». E’ stata posticipata alle 20.30 l’altra sfida play off del girone B tra Vestina Penne e Perano, al fine di evitare la concomitanza col match del Penne, in programma alle 16. A tal proposito, dopo i lusinghieri riscontri della passata domenica, l’emittente regionale Atv7 concederà il bis, assicurando la diretta tv della sfida Penne-Atessa (telecronaca di Pierangelo Cutilli), mentre all’interno del programma serale “L’Abruzzo nel pallone”, ci sarà spazio anche per le sintesi dei principali incontri di Promozione. L’ultima notizia riguarda il Paterno (Prima categoria girone A), che alla vigilia della sfida play off col San Benedetto, ha deciso di esonerare il tecnico Alessandro Pierleoni sostituendolo con Roberto Olivieri, ex giovanili di Aquilotti ed Avezzano.

30/04/2005 Doppio match a Penne, vertice sulla sicurezza

PENNE - Si svolgerà questa mattina, nella caserma dei carabinieri della compagnia di Penne il vertice sul piano sicurezza per contenere il flusso di tifosi teatini che arriveranno già dalle prime ore di domani a Penne per assistere a due partite di calcio. In programma, infatti, ci sono le gare Penne-Atessa (ore 16), che si giocherà al campo di contrada Campetto, e Vestina-Perano (ore 20.30), che si svolgerà al Fernando Colangelo di contrada Ossicelli.
Inizialmente, i due match dovevano essere disputati contemporaneamente domenica alle ore 16. Dopo le dure proteste dei dirigenti vestini, però, la Federcalcio abruzzese ha posticipato la partita della Vestina alle ore 20.30. Ma c’è comunque il rischio di scontri tra le tifoserie. «Visto il forte afflusso di tifosi da Atessa e Perano, abbiamo stimato complessivamente 600 tifosi, stiamo valutando se richiedere l’intervento delle unità mobili dei carabinieri, il gruppo Celere», spiega il tenente Eugenio Nicola Stangarone. «C’è il forte rischio che i tifosi di Atessa restino anche a Penne per assistere all’incontro serale di Vestina-Perano. E qui potrebbero nascere problemi. Comunque stiamo predisponendo tutto per evitare scontri. Non roviniamo una bella festa di sport», conclude l’ufficiale dell’Arma. A Penne è prevista anche la presenza di una frangia di tifosi del Francavilla, visti i disordini avvenuti domenica nel capoluogo adriatico proprio contro l’Atessa, che ha perso il campionato.

Spareggi, domenica a rischio

PENNE - La Federcalcio abruzzese ha spaccato in due la tifoseria vestina. Domenica, infatti, sono in programma gli spareggi regionali nelle categorie regionali di Eccellenza e Promozione, e sia il Penne sia la Vestina giocheranno in casa la prima partita dopo aver guadagnato l’accesso ai play off. I biancorossi scenderanno in campo alle ore 16, la Vestina alle 20,30.
Se si considerano l’importanza delle due partite in programma e la massa di tifosi ospiti che si riverseranno a Penne dal Chietino (Atessa e Perano sono comuni confinanti), è evidente che il rischio è di creare seri problemi di ordine pubblico.
Una scelta paradossale che ha scatenato un vespaio di polemiche in entrambi i sodalizi vestini che si giocano, domenica, una fetta del proprio futuro calcistico.
La partita Penne-Atessa si disputerà sul campo di contrada Campetto, mentre Vestina-Perano si giocherà al “Fernando Colangelo” di contrada Ossicelli.
La Federazione è stata chiara. «Ci sono i regolamenti e dobbiamo applicarli: i play off devono avere inizio domenica», hanno spiegato i dirigenti escludendo la possibilità di anticipi e posticipi.
«E’ stata una scelta vergognosa quella di far giocare a Penne, e quasi contemporaneamente, due partite di questa importanza», dice il direttore generale del Penne Calcio, Giuseppe Cantagallo, «La Federazione ci ha deluso, non si può penalizzare una squadra, in questo caso la Vestina, che sarà costretta a giocare su un campo di terra. E poi c’è l’ordine pubblico: domenica a Penne sono attesi molti tifosi dal Chietino». I carabinieri saranno costretti a un tour de force.
Mentre il presidente della Vestina, Maurizio Simoncini, che era favorevole all’ipotesi di anticipare a sabato oppure posticipare la partita, parla già di danno economico: «Giocare le due partite lo stesso giorno significa danneggiare la mia società. E’ una scelta assurda che non trova fondamento. Mi auguro che qualcuno intervenga». (g.p.)

26/04/2005 La Rc Angolana in D, l'Atessa mastica veleno

Un finale a sorpresa ha caratterizzato l’ultimo e decisivo turno del campionato di Eccellenza, vinto dalla Rc Angolana di Piccioni (nella foto), impostasi in extremis sulla rivelazione Atessa, cui è costato caro il pareggio di Francavilla. «Un duello stupendo», commenta lo stesso Piccioni, «conclusosi bene per noi. In questo momento, però, il mio pensiero va ai nostri rivali ed all’amarezza che staranno vivendo. Amarezza che conosco, essendoci passato esattamente un anno fa. Per questo desidero ringraziare di cuore il tecnico atessano Giandonato, che mi ha telefonato per farmi i complimenti. Un gesto da vero uomo di sport».
Un epilogo, quello di domenica, che ha comunque lasciato code polemiche tra i rossoblù, esplicitate a caldo dal presidente Giacomo Del Matto. «Mi era parso», sottolinea il diretto interessato, «di essere stato chiaro, ma credo sia il caso di chiarire meglio il mio pensiero. Non ce l’ho col Francavilla perché si è impegnato nonostante non avesse più nulla da chiedere al campionato. Nessuno pretendeva trattamenti di favore e così è stato. Non tollero l’atteggiamento complessivo dei giallorossi, ovvero il gioco ostruzionistico praticato per l’intera ripresa, le scene di esultanza verificatesi al triplice fischio. Particolari, questi, che avrebbero avuto senso se ci si giocava davvero qualcosa, e che, soprattutto nell’ultimo esempio citato, mi sono parsi irriguardosi nei confronti di una squadra che aveva appena perso un campionato. Sto nel calcio da oltre 20 anni», aggiunge Del Matto rincarando la dose, «e so che i giocatori sono soliti impegnarsi in questo modo solo se ci sono di mezzo obiettivi importanti, oppure i soldi. E siccome la classifica parla chiaro e non mi risulta che per l’occasione il presidente Ricca abbia messo in palio premi-partita particolari, non riesco davvero a spiegarmi i motivi di un tale accanimento. Probabilmente ce ne saranno altri 50.000 ma a me sfuggono. Per quanto riguarda poi», prosegue il presidente atessano, «il caos verificatosi a fine gara, tutto è nato dal provocatorio atteggiamento assunto da alcuni ultrà locali (ma pare fossero supporters del Celano, gemellati con gli adriatici, ndc) che dopo aver scavalcato la recinzione e schernito a più riprese il migliaio di tifosi rossoblù sistemati in tribuna, hanno lanciato dei razzi in tribuna, scatenando il panico tra le famiglie e la successiva reazione di alcuni». Per l’Atessa, comunque, si prospetta il doppio confronto col Penne, in programma (ufficiosamente) il 1º e l’8 maggio. Nelle stesse date si disputerà anche l’unica sfida play out tra il Luco ed il Pianella: chi perde retrocede in Promozione, mentre la sorte di chi vince è legata a quella delle due squadre abruzzesi di serie D, Avezzano e Guardiagrele. Qualora dovessero retrocedere entrambe, dall’Eccellenza scenderebbero in quattro: Casoli, Scerne, la perdente lo spareggio Luco-Pianella ed un’altra compagine da scegliere attraverso un ulteriore spareggio che coinvolgerà una tra Luco e Pianella ed il Montereale, quint’ultimo. E siccome i play out della D andranno per le lunghe, l’orientamento è quello di far disputare comunque lo spareggio, ma solo se ad affrontarlo sarà il Luco, perché per effetto delle nuove regole (un vero rompicapo), il Pianella ne sarebbe escluso, avendo concluso la regular season con più di 7 punti (8 per la precisione) di ritardo dagli aquilani.